domenica 5 dicembre 2010

Le 10 persone che non vorresti mai incontrare sulla Metro di Roma

Dopo un anno e mezzo a Roma e quasi un anno di utilizzo giornaliero della Metro B, oltre ad aver scoperto il piacere della sauna in estate, mi sento pronto a stilare, in pieno stile "Le Iene" la classifica delle 10 persone che non vorresti mai incontrare sulla Metro di Roma.




10- L'insicuro: l'insicuro è quella persona che ha paura di sbagliare qualunque movimento all'interno della metro. Lo vedi insicuro a salire, a sedersi, a scendere. Lo riconosci perchè quando la voce al microfono ripete: "Basilica San Paolo, prossima fermata Garbatella, Basilica San Paolo, next stop Garbatella" pur essendoci ovunque cartelli con la lista delle fermate della Metro, lui si avvicina a te e con fare timido ti domanda: "scusi... la prossima è Garbatella??"


9- L'ansioso: l'ansioso è quella persona che ha una paura matta di non riuscire a scendere dalla metro. Lo riconosci perchè circa 4 fermate prima della propria tenta di avvicinarsi alla porta, è nervoso, si muove, tenta di passare avanti, di infilarsi tra una persona e l'altra. Giunto alla fermata precedente alla sua, anche se la metro pullula di gente e tu sei schiacciato con la faccia sulla porta e non puoi neppure muovere la testa, lui è comunque pronto a sciorinarti l'odiosa frase che lo contraddistingue: "scende alla prossima??"


8- L'ansioso violento: l'ansioso violento è un particolare tipo di ansioso che evita l'utilizzo dell'Odiosa Frase, sostituendola con le sue qualità fisiche che lo pongono a metà tra un karateka e un giocatore di football. Di quest'ultimo utilizza la forza fisica per spostare a spallate le persone che si frappongono fra se e la porta, mentre del karateka utilizza l'agilità e i movimenti rapidi che gli permettono di sfruttare qualunque spazio disponibile per passarti avanti e avvicinarsi alla tanto agognata uscita.


7- L'impalato: l'impalato è il più grande avversario dell'ansioso. E' quella persona che salita sulla Metro a Laurentina, pur dovendo scendere a Rebibbia (Rebibbia e Laurentina sono i due capolinea) e pur trovandosi in una carrozza totalmente vuota, si piazza davanti alla porta e, sostenendosi con entrambe le braccia ai due corrimano laterali, rende impossibile il passaggio a chiunque voglia scendere dalla metro. La presenza di più di un impalato provoca spesso accalcamenti di centinaia di persone nel metro quadro davanti la porta d'uscita e desolazione nella rimanente parte del vagone.


6- La coppia innamorata: La coppia innamorata è quella coppia che pur in una situazione di calca disumana che neppure a La Mecca durante il Ramadam, non riesce a resistere all'irrefrenabile istinto di mostrare al mondo il proprio amore. E pertanto si vede costretta a scambiarsi carezze, abbracci e slinguazzate varie il tutto con 40 gradi e una coltivazione di virus all'interno del vagone che nemmeno nelle stanze più segrete del Pentagono. Quando questo tipo di effusioni, data la calca, avvengono a 5 cm dal tuo viso con annessi urti dovuti allo scarso equilibrio dei due "baciatori" ti sovviene l'istinto di dare ai due piccioncini le tue chiavi di casa urlandogli "ecco!!! sfogatevi e non rompete chi sta andando a lavoro!!"




5- L'allergico all'acqua: l'allergico all'acqua è quella persona che nella vita avrà avuto si e no 4/5 contatti con l'acqua (e di breve durata). Non si spiegherebbe altrimenti l'olezzo fastidioso che emana dal proprio corpo e dai propri abiti. La puzza dell'allergico all'acqua la riconosci immediatamente appena salito nel vagone del treno e dopo circa 5/6 secondi capisci anche da dove proviene. La persona suddetta infatti è l'unica a godere di uno spazio libero parecchio esteso senza nessuno vicino a parte i cadaveri di coloro che non ce l'hanno fatta ad allontanarsi per tempo


4- Il malaticcio: il malaticcio è quella persona che dopo essere salita in metro ed essersi seduta affianco a te, inizia a dare vita ad un vasto repertorio di starnuti, tosse, naso che cola, pruriti, pustole, vesciche ed eruzioni cutanee. Generalmente tale individuo lo si individua con un attimo di ritardo, quell'attimo che non ti permette di alzarti dal posto senza risultare scortese e che al tempo stesso ti garantisce una serie di malattie infettive per i prossimi sei mesi


3- L'equilibrista: l'equilibrista è quell'individuo che, fiducioso nei suoi mezzi fisici, pensa che sia inutile utilizzare i corrimano per tenersi e pertanto tenta di mantenersi in piedi barcollando in funzione dei movimenti della metro. Chiunque ha avuto il piacere e l'onore di utilizzare la metro B, sa bene che le variazioni continue e brusche di velocità, probabilmente dovute a conducenti buontemponi, sono frequenti e pertanto il tentativo dell'equilibrista di rimanere all'impiedi risulta vano ed inefficace e il suo corpo inizia a rimbalzare su tutte le persone del vagone. Da persona educata qual'è ad ogni scontro ripete: "mi scusi" e tu educatamente vorresti rispondegli "scusa sta minchia.." ma fai finta di niente e soffrendo gli dici "fa nulla!"


2- Il Lettore accanito: Il lettore accanito è un particolare tipo di equilibrista che fa della lettura "equilibristica" il suo passatempo preferito all'interno della metro. Il suo ruolo si pone a metà tra un equilibrista e un impalato in quanto in nome della cultura si sente giustificato a piazzarsi davanti all'ingresso della metro e a non spostarsi per alcun motivo al fine di non disturbare la propria concentrazione. Tutto ciò ovviamente senza sostenersi, in quanto le mani sono impegnate a sorreggere il libro abbastanza in alto, in modo da far vedere a tutti gli altri viaggiatori quale profondo autore è impegnato a leggere.


1- Il conducente chiacchierone: il conducente chiacchierone per la Legge di Murphy lo si incontra sempre quando si è in ritardo (tutti i giorni nel mio caso). Tale conducente si trova spesso a Magliana ed è in attesa di sostituire il collega della vettura in arrivo che finalmente va a godersi il meritato riposo (e a fare la pipì). Tale individuo, non aspetta, come logica vorrebbe, il treno a bordo banchina per poter subito prendere il posto dello stanco collega.. NO.. lui aspetta in stazione (probabilmente al bar) e si muove solo dopo l'arrivo e la sosta del treno. E' in quel momento che invece di correre verso la locomotiva, trotterella sulla banchina tentando di colloquiare con chiunque incontri, in particolare con il povero conducente "uscente" che non riesce così ad andare a casa come vorrebbe. Mentre un treno intero (con 2000 persone dentro) lo aspetta, lui chiacchiera del più e del meno, si lamenta del lavoro, dell'Italia e del Mondo. L'allarme collisione con il treno che lo segue è l'unico motivo che lo riporta alla realtà e lo costringe, irritandolo non poco, a cominciare a fare il proprio lavoro.

domenica 11 aprile 2010

Il Marketing targato Internet Explorer

Mi fa troppo ridere la pubblicità di Internet Explorer che leggo in questi giorni sui cartelloni pubblicitari posti in giro per Roma: "Sicur zza.. cosa sarebbe navigare sul Web senza la E?" e "Prot zioz  sarebbe sicuro nel web senza la E?"





ora.. a parte il triste slogan, a parte l'italiano "correggiuto" di "sarebbe sicuro nel web senza la E", a parte che "Protezione" mi fa pensare ad un anticoncezionale.. ma puoi pubblicizzare il Browser + insicuro del mondo, quello dove appena entri ti becchi un virus tanto x gradire.. parlando della SICUREZZA?? 
Cavolo, dimmi che è bello.. che è fashion.. che è sexy.. che i suoi colori si abbinano bene alle tende del salotto.. ma non dirmi che è sicuro..
Cioè è come se Bin Laden si pubblicizzasse dicendo: "Come sarebbe prendere un aereo senza di me?"

Consiglierei al Marketing di Microsoft di direzionare meglio queste pubblicità.. puntare più sul pericolo che si corre usando Internet Explorer.. che so qualcosa del tipo: "Dimostra di essere un vero temerario.. usa Internet Explorer!!" Oppure.. "La Giungla non ti spaventa? E' giunta l'ora di provare Internet Explorer!!" il tutto correlato dal commento di Dario Argento che dichiara quanta paura ha.. ogni volta che clicca su quella E.
Sarebbero più credibili.. e forse anche più efficaci..

giovedì 11 marzo 2010

Passeggiando per la Cittadella: cos'è la Civiltà?

Qualunque persona del Sud che ha abitato o ha avuto l'occasione di passare qualche giorno in una città del Nord, di certo è rimasto colpito per come le regole del quieto vivere vengano rispettate in maniera quasi ossequiosa. Le macchine sono posteggiate all'interno delle linee, gli automobilisti non camminano nelle corsie dei Bus, le strisce pedonali vengono rispettate così come i semafori.. che Mondo..

Viene facile pensare che sia una questione di "cività".. ma cos'è la civiltà? Perchè un milanese è mediamente più civile di un siciliano, un romano o un napoletano? E' effettivamente così? 
Pensando agli stereotipi del siciliano, del romano, del napoletano o del milanese viene facile pensare che sia così, ma oggi girovagando per Catania, sono giunto ad una conclusione differente.
Ho sempre sostenuto che il principale problema dell'Italia di oggi è la mancanza di certezza della pena e l'eccessivo garantismo nei confronti di chi commette reati. Questo vale certamente per i grandi reati, ma a maggior ragione per le piccole infrazioni.
Quando mi sono iscritto all'Università, la Cittadella Universitaria di Catania era il caos: automobili posteggiate ovunque, studenti a bordo dei loro veicoli che giravano avanti e indietro alla ricerca di un posteggio, strade bloccate da macchine posteggiate su entrambi i lati e spesso anche in doppia fila, nessun rispetto per i pedoni ecc.
Negli ultimi anni della mia carriera universitarià qualcosa cambiò: venne aperto il Parcheggio Santa Sofia, un grande parcheggio posto a poco più di 1 km dalla Cittadella che permetteva di posteggiare tranquillamente l'auto ad un prezzo veramente competitivo per gli studenti, supportato da due autobus che ogni 10 minuti circa collegavano il Parcheggio al Policlinico e fin dentro la Cittadella.
L'inizio fu un disastro, tutti se ne strafregavano del parcheggio e posteggiavano come sempre dentro la Cittadella, poi arrivarono i vigili che giornalmente iniziarono a fare le multe alle macchine posteggiate male o in divieto. Furono proteste e lamentele, ma gli studenti, costretti dalla legge, pian piano impararono a parcheggiare al Santa Sofia. La Cittadella sembrava un altro luogo, si apprezzava il verde e la tranquillità, le auto erano posteggiate solo dove si poteva e il via vai per le strade era quasi nullo.
Per un pò di tempo continuarono le proteste sul costo del parcheggio o sulla lontananza, ma si sa, i cambiamenti vengono digeriti lentamente e pian piano in un paio d'anni, le nuove generazioni erano sempre più abituate a parcheggiare al Santa Sofia. D'improvviso gli studenti siciliani erano diventati "civili".
Oggi, dopo 1 anno e mezzo di "assenza", sono tornato alla Cittadella e mi è sembrato di essere tornato indietro 4 anni: il Santa Sofia per motivi a me sconosciuti è chiuso, i vigili alla Cittadella non si vedono da oltre un anno e così è tornato il caos e l'inciviltà. 
Qualcuno potrebbe dire che il mio discorso ha poco senso, che il Siciliano è incivile di natura e che diventa civile solo se è obbligato ad esserlo, mentre il Milanese è civile a prescindere. Ricordo però un episodio che mi racconta spesso mio padre relativo agli anni da lui vissuti a Bergamo: un tizio del sud a Bergamo accompagna un'amico in un negozio e si ferma ad aspettarlo in macchina in divieto di sosta. Il Tizio scende dall'auto perchè al sole e si mette ad aspettare lì accanto all'ombra. Si avvicina un vigile e il Tizio inizia a spiegargli che la macchina è sua e se è un problema la sposta, ma il vigilie risponde che la macchina è in divieto di sosta e quindi gli deve fare la multa e alla protesta: "ma io la sto spostando", il vigile spiega che DEVE spostarla, altrimenti è costretto a chiamare anche il carro attrezzi.
La morale della favola è che sono convinto che la civiltà nasce dal rispetto delle regole ma che in una Comunità le regole vengono rispettate solo se chi non le rispetta viene punito. Al Sud Italia non siamo più incivili di natura, siamo solo più abituati ad esserlo.

giovedì 11 febbraio 2010

Vogliamo "buzzare" anche noi..

E' da due giorni che in giro per la rete c'è una parola che gira e si rincorre su quasi tutti i blog, social network, web megazine, siti porno e chi più ne ha più ne metta. La parola in questione è "BUZZ".
Nel mezzo di una giornata uggiosa di febbraio, dagli Stati Uniti giunge un rumors, una notizia di quelle che in genere si rivelano flop clamorosi: Google trasformerà Gmail, uno dei suoi prodotti di punta, forse il più amato dopo il motore di ricerca, in un Social Network. La notizia conquista anche il trafiletto di qualche giornale italiano, ma sembra morire lì. E invece..




E invece.. già il giorno dopo la parola BUZZ comincia a comparire sui Monitor di tutti noi.. spunta un sito ad hoc che ci avverte che presto Google Buzz, il social network della grande G integrato in Gmail sarà realtà. E in effetti in un paio di giorni quasi tutte le caselle Gmail vengono abilitate al nuovo servizio.


Cos'è BUZZ?? Un social network, un Twitter più complesso, un Facebook più snello, il tutto integrato con Gmail, e applicazioni esterne della Grande G quali Blogger, Picasa, Youtube o ad altri Social Network quale Twitter.


Potremmo passare ore a discutere sull'utilità o meno di Buzz, se è stato corretto o meno integrarlo su Gmail, su che fine ha fatto quel bel progetto che è Google Wave, se la scelta di Montain View avrà successo o meno.. e invece voglio parlare della versione mobile di Google Buzz!!


Già, perchè la presentazione in pompa magna del nuovo applicativo sottolineava come Buzz sarebbe divenuto realtà anche per i nostri cellulari e, cliccando quà e là, si giungeva ad una pagina che riportando le foto di un iPhone e di un Nexus One, spiegava schematicamente cosa funzionava di Buzz su Android, cosa su iPhone, cosa su Nokia, cosa su Blackberry ecc.






Felice di essere un fan di Google (per dirla alla Facebook) e un possessore di HTC Magic versione google experience, mi sono sentito pieno di me nel vedere che, OVVIAMENTE, Android, a differenza dei "concorrenti" supportasse tutte le funzionalità di Buzz...
Poi però, vedo un piccolo, microscopico numeretto accanto alla parola Android: "2.0+"...


DUE PUNTO ZERO O SUPERIORI??


Ma stiamo scherzando?? Il 90% dei GPhone venduti in Italia (compreso quello che secondo me è il migliore ad oggi e cioè l'HTC Hero) montano su Android 1.5 o 1.6.. e a meno di usare firmware non ufficiali, per ora questi ci dobbiamo tenere..


Follia..e ovviamente la protesta insorge, i blog di google vengono riempiti da richieste degli Androidiani discriminati, c'è chi lo fa in maniera pacata e chi invece in maniera più accesa e Google corre ai ripari:
Update @4:40PM : For Android users, buzz.google.com and shortcuts are currently available only for phones with Android 2.0+ and we're working to support other versions soon. Google Maps for mobile with Buzz (Maps 4.0) is available in Android Market for phones with Android 1.6+.


Ok.. rimaniamo in attesa, però mi domando: che senso ha discriminare gli utenti Google in favore degli utilizzatori di altre piattaforme (iPhone)? Qual'è il messaggio che passa al consumatore?
Il consumarote potrà pensare che Google presta attenzione ad iPhone prima che ad Android perchè lo ritenga più importante ergo migliore.. o penserà che è più semplice realizzare un prodotto per iPhone perchè è "più potente" quindi migliore..
Non so i motivi tecnici della scelta di Google, ma non regala di certo una bella figura ad Android e, aggiungerei, fallisce in ciò in cui Apple è maestra e cioè far sentire i suoi "clienti" SPECIALI/PRIVILEGIATI.

sabato 4 luglio 2009

I Tacchini di Roma

Se qualcuno mi chiederà cosa ti ha colpito di Roma, probabilmente si aspetterà una risposta standard, tipo "il Colosseo", "San Pietro", "La Fontana di Trevi", "Totti", "la Ferrilli" e invece rimarrà sorpreso dal fatto che di Roma mi han colpito... i Tacchini!!


Si, Roma è piena di Tacchini.. il mio primo incontro con il tacchino è avvenuto nella mensa aziendale: la "gentilissima" signora addetta alla mensa urlava "Tacchinoooo!!!" per richiamare l'attenzione della sua collega che lavorava in cucina poichè quello che fino a quell'istante io credevo essere pollo era terminato.

Già, il pollo.. in Sicilia quando si parla di carne bianca, è abbastanza sottointeso che stiamo parlando di pollo, quì a Roma invece c'è una netta predominanza di tacchini. Dopo i primi giorni, pensavo che il tacchino fosse un piatto tipico della mensa, e invece andato al supermercato, scoprì che i tacchini avevano conquistato Roma.. trovare il petto di pollo a fette risulta difficile, mentre il petto di tacchino è onnipresente.
Mi chiedo però.. dove li tengono tutti questi tacchini?? Dentro al colosseo?? per le vie del Circo Massimo??
E poi il simbolo di Roma non era la Lupa?? Che centrano ora i tacchini?

Wikipedia ci dice che "In Europa, il tacchino fu introdotto poco dopo la scoperta dell'America. Nel XVI secolo esso era ancora rarissimo e ricercato, mentre oggi è uno dei più diffusi tra gli uccelli domestici. Parecchi proprietari di fattorie li stimano molto, ma altri non li possono soffrire per il loro contegno rumoroso, turbolento e litigioso".
A parte che non penso che stimerò mai un tacchino, ma neppure un pollo, continuerò a preferire questi ultimi, mi stanno più simpatici..








So che questo post non ha senso.. ma sono le 2 di notte.. capitemi!!

venerdì 29 maggio 2009

It's Better without Asus

Ci siamo svegliati un giorno con una notizia che ci ha talmente stupiti e colpiti che ci siam chiesti se stavam ancora sognando: Asus, uno dei più grandi produttori di PC al Mondo, aveva intenzione di lanciare sul mercato un portatile piccolissimo, da 7 pollici ad un prezzo stracciato e con una distribuzione di Linux come OS. Linux? si, proprio Linux.. per la prima volta una grossa azienda puntava fortemente su Linux per un prodotto innovativo, fino ad allora solo Dell ci aveva provato ma esclusivamente su un prodotto e solo per il mercato statunitense e Acer ma su hardware veramente datati. Nei giorni a seguire i rumors e le voci rimbalzavano di Blog in Blog, da Linux fan a Linux fan, nel mondo Linux tutti attendevano l'uscita di questo mini-notebook, che ben presto avrebbe preso il nome di "netbook" e che Asus avrebbe marchiato come EeePc.



Quanta pubblicità ha fatto il Mondo Linux sui Blog all'EeePc?? Sicuramente tanta.

Quanti Linux Users hanno comprato quel trabicolo che era l'EeePc701 o qualche altro modello successivo?? Sicuramente tanti. Possiamo pensare che senza i rumors e le indiscrezioni dovute all'attesa del primo notebook con Linux preinstallato spinte dai blog e dai forum di tutto il mondo Linux, il successo dell'EeePc sarebbe stato minore?? Forse si.

Non ci è dato sapere quanto è stata l'importanza di Linux per il successo commerciale dell'EeePc, ma di certo ha contribuito, secondo me anche in maniera determinante.

Poi, accadde qualcosa.. la distribuzione di Linux per l'EeePc (tale XandrOS) risultò essere veramente deficitaria.. qualcuno si domanda perchè, tra le tante ottime distribuzioni sul mercato (penso ad Ubuntu, ma anche a Fedora o OpenSuse), si è scelto di utilizzare questa accozzaglia di elementi (che ci fa Pidgin in una distribuzione KDE??) che ha difficoltà anche ad installare un qualunque programma pacchettizzato nel formato richesto? Misteri della Fede!!
Nel frattempo, Microsoft spaventata dal possibile diffondersi del Pinguino decise di allungare la vita a XP (vi immaginate un Netbook con Vista?? 0_o) regalandolo
praticamente ad Asus..

Nei mesi seguenti l'amore tra Asus e Windows ebbe un escalation di passione: Asus affermava di vendere + netbook con Windows che con Linux (ma va?), poi che quelli con Windows riscontravano molti meno problemi (grazie.. ma quella cosa ke avete messo negli eee non è linux..), poi iniziò a commercializzare quasi esclusivamente prodotti con Windows (ma quanti di questi Eee con Windows oggi hanno ancora Windows e quanti hanno una Netbook Remix??) e infine oggi, abbandonando sedotta e arrabbiata la "strana amica di una sera" (cit. Pooh) che di nome fa GNU-Linux,
con una dichiarazione nel miglior stile Federico Moccia urla al Mondo intero il suo ritrovato amore per l'OS dello zio Bill attraverso questo obbrobrio di sito web che non so da quale mente contorta sia uscito (sono quasi commosso.. Evviva gli Sposi).

It's better with Windows.. -_-'



Certo.. si dovrebbe domandare alle teste pensanti (?) di Asus: "ma che minchia lo vendete a fare ancora con XandrOS allora??" (non me la sento di chiamarlo Linux.. scusate)
Avranno mai provato un Eee con una distro Linux dedicata (tipo Ubuntu Netbook Remix o Easy Peasy?).. sono certi che sia proprio meglio con Windows?? probabilmente la risposta non è importante..

Io, di mio, non posso di certo entrare in determinate logiche di mercato.. ma affidando le mie speranze a Dell (che sembra ancora crederci), ad Acer (che fino a qualche tempo pubblicizzava i suoi Aspire One sottolineando che con Linux sono + veloci) e ad Intel (il suo Moblin promette davvero bene), godo della flessione nelle vendite degli Eee e decido di non comprare mai + un Asus.. perchè
:



venerdì 27 febbraio 2009

W i bei tempi andati


Non credo ci sia bisogno di tante parole.. l'immagine dice tutto. Credo che quella fosse l'espressione di tutti i tifosi milanisti ieri sera!! Caro Galliani.. è giunto il momento di rinfondare la squadra e di tornare a scommettere anche su qualche giovane italiano (come è stato fatto parecchi anni fa con Gattuso, Ambrosini, Pirlo..).